l’importanza delle metafore su COVID-19

L’arrivo della pandemia COVID-19 ha fornito ai linguisti una fonte inesauribile di dati per l’analisi. Abbiamo studiato non solo l’aspetto di nuove parole per descrivere questa realtà, ma anche il usi diversi ed eccessi retorici che hanno caratterizzato la comunicazione politica sulla pandemia.

Tra questi, l’uso della metafora della guerra è stato particolarmente rilevante, con politici come Emanuel Macron, Pedro Sanchez, Boris johnson il Donald Trump descrivendo la pandemia come una guerra contro un nemico invisibile.

Discorso di Emanuel Macron il 16 marzo.

Questo tipo di usi discorsivi mostra l’importanza della metafora. Non solo perché sono meccanismi cognitivi che permettono di comprendere e spiegare la realtà, spesso alludendo a esperienze personali o collettive con cui si possono stabilire parallelismi. Ma anche perché la scelta dell’una o dell’altra metafora ci permette anche di interpretare la realtà in modo diverso.

Niente più metafore di guerra

Data la proliferazione di discorsi che si basavano sul quadro della guerra, l’iniziativa nasce su Twitter #Reframecovid in cui un gruppo internazionale di linguisti risponde all’appello del linguista navarrese Ines Olza. In un Banca dati all’aperto vengono raccolte e proposte alternative al linguaggio della guerra.

Si osserva anche la stessa preoccupazione per l’uso delle metafore di guerra in stampa. Articoli di opinione e divulgazione che, sebbene spieghino che le metafore di guerra possono essere persuasive sottolineando l’urgenza e la necessità di agire contro il virus, avvertono che il loro uso può anche essere pericoloso. Anche nel discorso politico emergono voci, come quella del presidente della Germania, che iniziano a smentire il quadro bellico e spiegano che la pandemia “non è una guerra“.

Metafore diverse per diversi aspetti della pandemia

In quanto meccanismi cognitivi, l’uso dell’una o dell’altra metafora implica un processo di concettualizzazione in cui sottolineano alcuni aspetti della realtà. Si possono trovare metafore diverse a seconda dell’aspetto della pandemia a cui ci riferiamo, come il virus o la cittadinanza.

Un articolo in Il blog della linguista Brigitte Norlich compila diverse metafore per parlare di COVID-19, e riflette sugli aspetti che vengono enfatizzati in ciascuna di esse.

Ad esempio, all’inizio della pandemia, sono stati visti diversi video e immagini sulle reti che spiegavano la trasmissione del virus come un domino che cadono, palline da ping pong che si muovono in modo incontrollabile, Il corrisponde a quella bruciatura dalla vicinanza del contatto tra di loro. Questo tipo di metafore, principalmente visive, ha permesso di spiegare la necessità di mantenere la distanza fisica tra le persone, nonché di rimanere a casa per fermare la diffusione del virus.

Alternative: glitter e lotteria

Ci sono metafore, come il confronto tra virus e glitter, che può anche aiutare a sottolineare il espandibilità del virus.

A dimostrare la casualità con cui si diffonde il coronavirus, negli ultimi mesi ci sono state spiegazioni basate sul gioco. Ad esempio, quello dell’epidemiologo Nacho de Blas, che descrive il Covid-19 come una lotteria.

Questa casualità e l’importanza dei singoli atti sono alla base anche della recente campagna del Ministero della Salute #Questo non è un gioco, che nega il quadro ludico per sensibilizzare la popolazione più giovane. Questa negazione, insieme a una voce solista che canta una lotteria per bambini e il susseguirsi di immagini che costruiscono una narrazione del virus basata su causa / bottiglia-effetto / malattia, hanno generato una serie di critiche che dubitano dell’efficacia di questa proposta metaforica.

Studi precedente confermare questa critica e spiegare che i messaggi incentrati sulle conseguenze negative della mancanza di azione sono meno efficaci. Soprattutto quando non vi è alcuna motivazione preliminare da parte del pubblico per elaborare quel messaggio.

Disastri naturali e lessico marittimo

I disastri naturali sono stati anche evocati come cornici in cui inquadrare la pandemia. Ad esempio, la parola tsunami evidenzia la velocità e la forza con cui il virus si diffonde.

L’utilizzo del lessico marittimo consente inoltre di stabilire differenze tra i fasi differenti della pandemia, descritta come onde o tsunami. Sottolineano la variazione tra il numero di infezioni in tempi diversi, nonché la virulenza della carica virale.

Allo stesso modo, questo quadro consente di concettualizzare l’importanza dell’azione collettiva: come riferimento a pagaiare insieme di Papa Francesco.

Onde o fuoco?

L’analisi delle molteplici vignette disegnate dall’illustratrice iraniana Alireza Pakdel mostra come attraverso questa concettualizzazione metaforica si possano enfatizzare diversi aspetti della malattia e dell’azione sociale: importanza di usare una maschera, la necessità di restare a casa per contenere il virus, o il carta dei lavoratori essenziali.

Nonostante il potere visivo di questa metafora, durante tutta la pandemia è stato possibile leggere critici alla descrizione del virus come un’onda. Alcuni epidemiologi hanno preferito la metafora del fuoco per spiegare quella malattia “Non ha terminato l’estinzione.”

Anche la linguista Elena Semino sostiene l’evocazione della cornice del fuoco che consente di spiegare non solo il processo di diffusione del virus ma anche altri aspetti della gestione della pandemia, come la necessità di un’azione rapida e urgente, la velocità delle infezioni, i diversi stadi di evoluzione o l’importanza degli operatori sanitari .

Le metafore attivano le emozioni

Il trattamento discorsivo della pandemia è migliorato studi e riflessi sulle metafore usate sia in linguaggio pubblico come nella cultura popolare.

Precedenti analisi sugli effetti psicologici della metafora mostrano che l’attivazione di diversi frame comporta differenze di ragionamento e quindi può aiutare a giustificare diversi aspetti della realtà, qualcosa che è anche influenzato da diversi contesti comunicativi.

Rifletti criticamente sulla descrizione metaforica di COVID-19 ci aiuta valutare la capacità di mobilitazione della metafora. Anche per capire il rapporto tra quest’ultimo e il emozioni attivate da differenti usi retorici in differenti contesti e di fronte alle differenti evoluzioni della pandemia.

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